Thursday, January 17, 2008

Gibran - Sull'amicizia

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Comfort ye my people


Carissimi cialtroni, carissimi visitatori sporadici e fedeli del blog, a grande richiesta (non è vero ma suona bene) verranno proposti periodicamente alcuni stralci del libro di Gibran "Il profeta" su tematiche che, intrecciate tra loro, costituiscono l'esistenza di ogni essere umano.
Possano queste parole confortare i nostri cuori e riempirli della fragranza e della bellezza della vita pur nelle molte difficoltà che ogni giorno sembrano schiacciare e appesantire il cammino.

Bella lì

Onorevoli Colleghi! - Il ricorso alla consultazione di cartomanti, indovini, taumaturghi e medium è diventato sempre più frequente e conferma il rischio di una deriva verso una società senza valori. Dinanzi alle insicurezze dell'uomo, alle malattie, alla solitudine determinata spesso dal volere vivere ciò che appare nel materialismo, si preferisce ricorrere a pratiche che sempre più si scoprono alquanto dannose e pericolose. Il ricorso a tali pratiche non va considerato negativamente solo per un espresso divieto della religione cattolica, che, come sappiamo, respinge tutte le forme di divinazione, ma anche per un reale abuso della credulità popolare che, è ormai dimostrato, degenera spesso in fenomeni perseguibili penalemente.
L'articolo 121 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio-decreto 18 giugno 1931, n. 773, vieta il mestiere di ciarlatano

Wednesday, January 16, 2008

Empious

Non conoscono la via della pace,
non c'è giustizia nel loro procedere;
rendono tortuosi i loro sentieri,
chiunque vi cammina non conosce la pace.

Scotland...dreams are coming true...


Finalmente i cialtroni varcano i confini dell'amata madre patria per recarsi nella terra delle greenlands, della nebbia, delle pecore, dei kilt e delle cornamusa (senza scordare il mitico "Old Fake").

Il passo principale è ormai alle spalle: grazie all'esperienza e all'affidabilità del Bomber abbiamo 4 posti assicurati su un bielica Ryanair senza uno spicciolo investito nell'assicurazione ma con il cuore aperto e colmo di amicizia e voglia di stare insieme.

"Dio, e Re Riccardo!"

Vergogna, sentimento laico (da "Il Foglio" di mercoledì 16/01/07)

La vergogna è un sentimento laico, oggi. Vergogna per il fatto che una minoranza laicista ignorante, intollerante, violenta è riuscita a togliere il diritto di parola a un filosofo e teologo accolto a braccia aperte nelle principali università di tutto il mondo, prima e dopo la sua elezione a Papa. Vergogna per il fatto che una grande Università europea, fondata da Bonifacio VIII nel quattordicesimo secolo, è stata degradata ulteriormente e addirittura abbassata sotto l’infimo rango che purtroppo è suo da molti anni, quello di epicentro dell’insolenza intellettuale, dell’idiosincrasia epidermica verso il confronto delle idee e delle culture, di una corsa irrazionalistica verso il vuoto nichilista nella forma della beceraggine, del dileggio, del linciaggio in effigie travestito da goliardismo e da anticlericalismo.
L’Università di Roma “La Sapienza” è la stessa da cui fuggì il filosofo Lucio Colletti, la stessa in cui fu intimidito lo storico Renzo De Felice, la stessa in cui si è costruita la cattedra collettiva dei peggiori maestri della cultura italiana, in testa il grottesco palindromo che tutti sanno e che per discrezione è meglio non nominare, insieme con l’asineria e la marginalità sociale di generazioni di studenti messi nelle condizioni di non apprendere un briciolo di verità razionale e umanistica e di disimparare sistematicamente quello che le generazioni precedenti di docenti e discenti avevano amorevolmente coltivato nelle sinuose vie di una storia secolare. Tutto questo in odio a un uomo mite, colto, sensibile, il professor Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, il cui pensiero è regolarmente travisato, per stupidità ideologica, da coloro che pretenderebbero per sé la palma del libero pensiero.
A questa vergogna incancellabile, alla quale come sempre hanno cooperato le vecchie barbe del laicismo di convenienza e d’abitudine annidate nel cuore dell’editoria e della cultura italiane, cercheremo di porre un piccolo argine culturale e civile questa sera, riunendoci in condizioni di emergenza per una serata di conversazione laica sulla libertà di parola così banalmente e violentemente tradita dai soliti chierici che sono la vergogna dell’Europa dagli anni Trenta ad oggi, senza apprezzabili variazioni di stile e di tono.

Monday, January 14, 2008

Anteprima Glasgow...



Edoardo Massironi con amici all'osteria "Belinda"
(fonte: Archivio Storico)

Saturday, January 12, 2008


What though I trace each herb and flow'r,
that drink the morning dew,
did I not own God's pow'r,
how vain were all I knew.

super scientia

Solo nelle scienze matematiche si identificano le cosa note per noi e quelle note in modo assoluto.
Le conoscenze matematiche sono proposizioni costruite dal nostro intelletto in modo da funzionare sempre come vere, o perchè sono innate o perchè la matematica è stata inventata prima delle altre scienze.
E quindi si tratta di confrontare perchè è scienza di termini su termini...

Friday, January 11, 2008

Allora eterna sarà la tua felicità

Allora verso il trono stellato
di Colui che unico regna,
la tua anima guidata dal Cielo
ascenderà e lascerà le bruttezze
terrene, di gloria coronata, per sempre
siederà e trionferà sulla morte, su te, oh tempo!

Friday, December 21, 2007

Non mi rimane che tacere

Tra poco mi ricongiungerò con il mio principio.
Mi inoltrerò presto in questo deserto amplissimo, perfettamente piano e incommensurabile, in cui il cuore veramente pio soccombe beato.
Sprofonderò nella tenebra divina, in un silenzio muto e in una unione ineffabile, e in questo sprofondarsi andrà perduta ogni eguaglianza e ogni diseguaglianza, e in quell'abisso il mio spirito perderà se stesso, e non conoscerà nè l'uguale nè il disuguale, nè altro: e saranno dimenticate tutte le differenze, sarò nel fondamento semplice, nel dederto silenzioso dove mai si vide diversità, nell'intimo dove nessuno si trova nel proprio luogo.
Cadrò nella divinità silenziosa e disabitata dove non c'è opera nè immagine.

Saturday, November 24, 2007

sotto la cenere

Provo una interiore esultanza, che non è pace, ma come l'ultimo ardere sommesso di un fuoco che tardasse a estinguersi sotto la cenere quando ormai la fiamma è morta

quando una parte desidera, l'altra vuole

Perchè anche l'amore sentito dall'anima, se non è armato ma viene preso con calore, viene poi a cadere, oppure opera disordinatamente.
Oh, l'amore ha diverse proprietà, dapprima l'anima per lui si intenerisce, poi cade inferma...
Ma poi avverte il calore vero dell'amore divino e grida, e si lamenta, si fa pietra messa nella fornace per disfarsi in calce, e crepita lambita dalla fiamma.

Sunday, November 04, 2007

That was the risult


"La tua bellezza mi ha portato alla rovina,
i miei sensi furono fuorviati;
la mia forza asservita:
come io amai, tu tradisti.
Quanto grande la maledizione!
Quanto duro il destino
che ha voluto che io trascorressi la vita con una tale compagna!"

Saturday, November 03, 2007

Accipite et bibite


Beviamo alla fonte della gioia fratelli! Perchè non ci sarà più lutto, nè lamento, nè pianto, nè affanno. Saliamo tutti sulla barca del'amicizia che solca senza paura i mari più perigliosi e attracca lì dove nessun altro può arrivare.
C'è una strana forza che lega gli amici che si vogliono bene ed è difficile darle un nome.
Ma su questa forza cerchiamo di costruire la nostra vita più intima e profonda.
Non scoraggiamoci nei momenti di difficoltà, non saremo mai soli perchè nel nostro cuore c'è qulcosa di più prezioso dell'argento, di più splendente dell'oro. Quell'eterno affidarsi al pensiero di chi è veramente mio amico.
Non saprò mai se gli altri mi amano. So però con certezza quando io amo.
Che ogni nostra parola sia una ricchezza per gli altri.
Con stima profonda