Monday, April 14, 2008
Attesa risultato elezioni 2008
Tanto la pioggia continuerà a cadere sui nostri tetti.
L'italia vorrà cambiare? Mah...
L'italia vorrà cambiare? Mah...
Wednesday, April 09, 2008
HABEMUS DOMUS: Via E.Toti

Enrico Toti un uomo che si è battuto per la patria e i suoi valori e per quello in cui credeva fino all'ultimo istante della sua vita.
Ha combattuto con tutte le sue forze nonostante l'infermità che lo affliggeva.
Ed è proprio lì, nella via cittadina che ricorda questo eroe E. Toti, che Oggi per un nostro grande amico e compagno di viaggio, l'on. Paolo, finalmente i contorni della sua vita futura cominciano a delinearsi e trovare una collocazione ben precisa.
Il suo futuro lo stà aspettando a braccia aperte.
Tutti noi gli auguriamo tanta felicità e pace.
P.S. In allegato la posa dell prima pietra
Nun moro io

Enrico Toti (Roma, 20 agosto 1882 - Monfalcone, 6 agosto 1916) è stato un eroe italiano della prima guerra mondiale.
Mutilato alla gamba sinistra e costretto a camminare con una stampella in seguito ad infortunio sul lavoro (era stato assunto nelle FS come "fuochista" nel 1907), allo scoppio della prima guerra mondiale riesce a prendervi parte fra i bersaglieri ciclisti, ed è inviato sul fronte del Carso. Il 6 agosto 1916, durante la sesta battaglia dell'Isonzo, lanciatosi con il suo reparto all' attacco della Quota 85 a est di Monfalcone, viene ferito più volte dai colpi avversari, e con un gesto eroico, scaglia la gruccia verso il nemico esclamando: "Nun moro io!" (io non muoio!), poco prima di essere colpito a morte e di baciare il piumetto dell'elmetto.
Decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria "motu proprio" dal Re in persona, dato che non era immatricolato come militare a causa della sua inabilità, "perché ne sia tramandato il ricordo glorioso ed eroico alle generazioni future."
Mutilato alla gamba sinistra e costretto a camminare con una stampella in seguito ad infortunio sul lavoro (era stato assunto nelle FS come "fuochista" nel 1907), allo scoppio della prima guerra mondiale riesce a prendervi parte fra i bersaglieri ciclisti, ed è inviato sul fronte del Carso. Il 6 agosto 1916, durante la sesta battaglia dell'Isonzo, lanciatosi con il suo reparto all' attacco della Quota 85 a est di Monfalcone, viene ferito più volte dai colpi avversari, e con un gesto eroico, scaglia la gruccia verso il nemico esclamando: "Nun moro io!" (io non muoio!), poco prima di essere colpito a morte e di baciare il piumetto dell'elmetto.
Decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria "motu proprio" dal Re in persona, dato che non era immatricolato come militare a causa della sua inabilità, "perché ne sia tramandato il ricordo glorioso ed eroico alle generazioni future."
Tuesday, April 08, 2008
Umanità
Penserò al paradiso
e a non dare il mio cuore al mondo.
Sia che vado sia che resto,
resta sempre questa domanda:
uomo, oh uomo, dove vai?
Sulla terra all'improvviso
tutto può cambiare,
prima di sera avviene
ciò che al mattino non era previsto.
e a non dare il mio cuore al mondo.
Sia che vado sia che resto,
resta sempre questa domanda:
uomo, oh uomo, dove vai?
Sulla terra all'improvviso
tutto può cambiare,
prima di sera avviene
ciò che al mattino non era previsto.
Saturday, April 05, 2008
Thursday, April 03, 2008
Dialogo con la speranza
Molte saranno le tribolazioni che si dovranno affrontare e i dolori da attraversare.
Ma la mia dimora finale non è là.
L'empio mondo con le sue fauci mi divora, mi copre con la sua ombra.
Sono schiacciato dalla mia categoria e oppresso dall'evidenza.
Mi sento assediato, senza più fiato.
E' necessario sperare un po' di più perchè questo fuoco sento che purifica e lava il superfluo.
In pace attendo e pazientemente ascolto.
Mi abbandono alla speranza perchè nei nostri cuori sofferenti ci sarà un giorno un abbondante raccolto.
Arriverà anche quel giorno.
Ma la mia dimora finale non è là.
L'empio mondo con le sue fauci mi divora, mi copre con la sua ombra.
Sono schiacciato dalla mia categoria e oppresso dall'evidenza.
Mi sento assediato, senza più fiato.
E' necessario sperare un po' di più perchè questo fuoco sento che purifica e lava il superfluo.
In pace attendo e pazientemente ascolto.
Mi abbandono alla speranza perchè nei nostri cuori sofferenti ci sarà un giorno un abbondante raccolto.
Arriverà anche quel giorno.
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