Insomma, si possono individuare 4 fasi.
La prima fase è preliminare, di durata variabile in cui l'attenzione è sull'oggetto.
Lo studio, lo immagino da qualsiasi angolazione, ne percepisco la forza e l'importanza, la sua presenza è indispensabile, immagino di poterlo governare e di vincerne la resistenza, tutto me stesso è disposto in funzione dell'oggetto.
In questa fase non devo pensare alla paura.
L'oggetto piò ingannare infatti, dopo aver preso coscienza della forma devo concentrarmi sul fine.
Ed è molto difficile.
La seconda fase è la fase del contatto, dell'incontro. Tanto più la fase preliminare è avvenuta in modo accurato, quanto più il contatto è veritiero, leale. E' una fase spesso molto breve che viene trascurata se il contatto è automatico e abituale. L'idea che avevo nella testa dell'oggetto può o meno corrispondere alla realtà. In questo caso l'occhio opera più dell'immaginazione, i sensi prevalgono sull'idea.
E poi c'è la terza fase chiamata dell'abbandono perchè la mente non percepisce bene quello che succede. E' quella specie di fiducia di chi chiude gli occhi e si tuffa nell'acqua.
La scianza che regola le forze è difficile da penetrare, fino alla fine rimarrà un mistero.
Però qui entra in gioco anche un tentativo di autoconvincimento che tutto è stato fatto perfettamente: l'idea, il contatto, la scelta.
Sembra la fase dello sfogo, della libertà. Poi si attiva l'udito e si sentono rumori o silenzio.
L'ultima fase è quella dello stupore per essere stato ad un passo dal capire il mistero delle forze ed essere stato più grande e migliore di come eri all'inizio, il tutto prima di incappare in un altro, ennesimo oggetto.
Friday, March 23, 2007
Sunday, January 07, 2007
Il Cammino
Tesi la mano per prendere la mia nuova spada, un’arma di acciaio che non si distrugge e di legno che la terra non può consumare, con l’impugnatura nera e rossa, e il fodero nero. Ma nel momento in cui le mie mani toccarono il fodero e io mi accingevo ad avvicinarla a me, il Maestro fece un passo avanti e, con violenza, mi batté le dita: gridai di dolore e abbandonai la spada.
Lo guardai senza capire. La strana luce era svanita, e il volto del Maestro aveva adesso un aspetto fantasmagorico, disegnato dalle fiamme del fuoco.
Mi guardò freddamente, chiamò mia moglie e le consegnò la nuova spada. Poi si volse verso di me e disse solennemente: “Allontana la mano che ti illude! Perché il cammino della Tradizione non è il cammino di pochi eletti, ma di tutti gli uomini! E il potere che tu pensi di avere non vale niente, perché non è un potere da dividere con gli altri esseri umani! Avresti dovuto rifiutare la spada. Se lo avessi fatto, ti sarebbe stata consegnata, perché il tuo cuore era puro. Ma, come temevo, nel momento sublime sei scivolato, cadendo. A causa della tua avidità dovrai riprendere il cammino in cerca della spada. A causa della tua superbia, dovrai cercarla fra gli uomini semplici. E a causa della tua fascinazione verso i prodigi, dovrai lottare a lungo per ottenere quello che tanto generosamente stava per esserti consegnato.”
Mi guardò freddamente, chiamò mia moglie e le consegnò la nuova spada. Poi si volse verso di me e disse solennemente: “Allontana la mano che ti illude! Perché il cammino della Tradizione non è il cammino di pochi eletti, ma di tutti gli uomini! E il potere che tu pensi di avere non vale niente, perché non è un potere da dividere con gli altri esseri umani! Avresti dovuto rifiutare la spada. Se lo avessi fatto, ti sarebbe stata consegnata, perché il tuo cuore era puro. Ma, come temevo, nel momento sublime sei scivolato, cadendo. A causa della tua avidità dovrai riprendere il cammino in cerca della spada. A causa della tua superbia, dovrai cercarla fra gli uomini semplici. E a causa della tua fascinazione verso i prodigi, dovrai lottare a lungo per ottenere quello che tanto generosamente stava per esserti consegnato.”
Friday, December 22, 2006
E’ quello che viene insegnato ai bambini di Nazareth e a Maria
“Ecco il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare le rocce, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero”.
Friday, December 15, 2006
Troviamoci a fare un Aperitivo...

Nasce come un incontro sulla base dell’amicizia e della stima che lega i suoi fautori.
Offre uno spazio rilassante e accogliente, dove è l’atmosfera a fare la differenza.
Si propone in un luogo elegante e curato, che unisce una cucina creativa a quella tradizionale.
Inoltre è presente un’ottima cantina con etichette provenienti da tutte le regioni italiane.
Thursday, December 07, 2006
Gioia cosmica (ovvero il dono di sorprendersi)
Allora l’uomo giocherà con il cielo e con la terra,
giocherà con il sole e con tutte le creature.
Tutte le creature proveranno anche un piacere immenso,
tutte le creature proveranno allora finalmente un amore immenso,
una gioia lirica e rideranno con te,
o Signore,
e tu a tua volta riderai con loro.
giocherà con il sole e con tutte le creature.
Tutte le creature proveranno anche un piacere immenso,
tutte le creature proveranno allora finalmente un amore immenso,
una gioia lirica e rideranno con te,
o Signore,
e tu a tua volta riderai con loro.
(M. Lutero)

Pieter Bruegel il Vecchio "Giochi di fanciulli"(1560).
Thursday, November 23, 2006
Quel pacco speciale
Non aspettavo altro, è vero.
E' inutile negarmelo.
Perfino la mia immagine riflessa nello specchio me lo sussurrava.
Volevo aprire quel pacco speciale.
Sciogliendolo dal nastro lentamente, però. Dolcemente, sorridendo.
Con un colore della carta così vivace e un fiocco così bello...
chissà cosa poteva esserci dentro?!
Sentivo che era speciale.
Tanto che mi ero già innamorato del suo contenuto senza averlo ancora aperto.
Ero così affezionato a quell'emozione, in quel momento, che non ebbi il coraggio di aprirlo.
Mi trovavo a metà strada tra la voglia razionale di limitarmi a contemplare quel pacco e immaginare cosa contenesse per non contaminare la sua bellezza e la brama irrazionale di doverlo aprire.
E fu così che non conobbi mai cosa contenesse.
E il pacco rimase in silenzio.
-"Ho amato veramente il suo contenuto?"-
E' inutile negarmelo.
Perfino la mia immagine riflessa nello specchio me lo sussurrava.
Volevo aprire quel pacco speciale.
Sciogliendolo dal nastro lentamente, però. Dolcemente, sorridendo.
Con un colore della carta così vivace e un fiocco così bello...
chissà cosa poteva esserci dentro?!
Sentivo che era speciale.
Tanto che mi ero già innamorato del suo contenuto senza averlo ancora aperto.
Ero così affezionato a quell'emozione, in quel momento, che non ebbi il coraggio di aprirlo.
Mi trovavo a metà strada tra la voglia razionale di limitarmi a contemplare quel pacco e immaginare cosa contenesse per non contaminare la sua bellezza e la brama irrazionale di doverlo aprire.
E fu così che non conobbi mai cosa contenesse.
E il pacco rimase in silenzio.
-"Ho amato veramente il suo contenuto?"-
Sunday, November 19, 2006
ma veramente dobbiamo attendere?!

"Dobbiamo attendere".
Ma è proprio vero che l’attesa è una dimensione essenziale della nostra persona, una nostra esigenza? Certamente noi abbiamo tante attese, piccole e grandi.
Ogni volta che noi sentiamo il bisogno di qualcosa, noi lo attendiamo, lo desideriamo, lo speriamo.
Ma i nostri desideri, le nostre attese, le nostre speranze riguardano bisogni "egoistici"? Oppure c’è nel nostro cuore il desiderio, l’attesa di "qualcosa d’altro" più importante di tutto questo?
Thursday, November 16, 2006
Quali sono i fili belli?
...e poi ogni tanto c'è questa fastidiosa nebbia molto densa che ricopre i pensieri e attenua il riflesso delle dorature dei fili più belli in questo grande groviglio.
...e squotendo la testa non se ne va via ma mi segue.
Tutto ciò origina irrequietezza.
...e forse non riesco nemmeno ad affezionarmi alle idee
...e squotendo la testa non se ne va via ma mi segue.
Tutto ciò origina irrequietezza.
...e forse non riesco nemmeno ad affezionarmi alle idee
Saturday, November 04, 2006
Stappatura Ufficiale della prima bottiglia di Vino Novello

Pem...Tutto è pronto!
Il vino novello sta per essere stappato.
Partecipate al gesto per assaporare la fragranza dello stare insieme.
E' l'elisir che scorre dentro i nostri cuori che cercano calore.
Ma tutto sta nell'attesa.
Nulla è dato al caso. Perchè la gioia è condivisione.
Chiediamoci allora qual'è il nostro "novello" interiore.
...e brindiamo alla serenità del cuore.
Saturday, October 21, 2006
Rebus-qve
Rebus 6;3;4;3;3;5 - Frase 9;1;6;3;5
Leggere da sinistra a destra dei vostri teleschermi riga per riga.
Tra le risposte esatte pervenute verrà sorteggiata una fornitura annuale di Amaro BRAM.
Leggere da sinistra a destra dei vostri teleschermi riga per riga.
Tra le risposte esatte pervenute verrà sorteggiata una fornitura annuale di Amaro BRAM.
Friday, October 13, 2006
Quando sarà il nostro turno?
Tutte le mattine, ti svegli e ti fermi un attimo e rifletti.
Ma cosa farò da GRANDE?
Segui il tuo sogno.
Stai cercando l'onda perfetta!
Segui il tuo sogno.
Stai cercando l'onda perfetta!
Con l'aiuto dei tuoi cari andrai ancora più lontano...
Oh possiamo essere Eroi, anche solo per un giorno
So che arriverà…e lo aspetto
Sunday, October 08, 2006
...e così ancora una volta ci si è sentiti più leggeri, intensamente vicini ai compagni di tavola, di bottiglia, di risata.
Si è respirata l'aria fresca di sentirsi amici per aver condiviso, per non aver tenuto nascosto quello che si è naturalmente.
Ci si è sentiti fieri di essere quello che siamo, senza paura di manifestare quello che si vuole essere. Si è preteso ancora una volta il massimo dagli altri e si è cercato di dare il massimo.
Penso che così funzioni questa specie di gioco che ci permette di gustare una gioia veramente "distillata", quella gioia che non sempre siamo pronti a generare e donare.
E poi la forza che proviene dal sentirsi stimati e desiderati perchè si ha tanto da dare e tanto da imparare. Da tutti.
Mi piacerebbe tanto sentire il bisogno di queste cose e poterle gustare. Sempre.
E' questo che ci porta a cercarci un'altra volta.
Lasciamo che le nostre anime piangano di gioia commossa.
Grazie
Si è respirata l'aria fresca di sentirsi amici per aver condiviso, per non aver tenuto nascosto quello che si è naturalmente.
Ci si è sentiti fieri di essere quello che siamo, senza paura di manifestare quello che si vuole essere. Si è preteso ancora una volta il massimo dagli altri e si è cercato di dare il massimo.
Penso che così funzioni questa specie di gioco che ci permette di gustare una gioia veramente "distillata", quella gioia che non sempre siamo pronti a generare e donare.
E poi la forza che proviene dal sentirsi stimati e desiderati perchè si ha tanto da dare e tanto da imparare. Da tutti.
Mi piacerebbe tanto sentire il bisogno di queste cose e poterle gustare. Sempre.
E' questo che ci porta a cercarci un'altra volta.
Lasciamo che le nostre anime piangano di gioia commossa.
Grazie
Saturday, September 30, 2006
Friday, September 22, 2006
ANTEPRIMA Festa Oratorio Messaggio di Augurio
Carissimi,la Festa dell’Oratorio è sempre occasione lieta per ritrovarci insieme, mentre siamo ancora all’inizio del nuovo Anno Pastorale.
In Oratorio la Comunità parrocchiale si ritrova con i sentimenti e lo stile di una festa in famiglia: può essere il compleanno di uno dei figli o l’anniversario di matrimonio di mamma e papà, o un’altra occasione ancora… L’importante è esserci tutti e dare ciascuno agli altri la gioia di ritrovarsi uniti, legati dall’affetto reciproco, contenti di vivere insieme e di impegnarsi gli uni per il bene degli altri.
È il segreto di una festa che non ha più fine!
È il mio augurio per la Festa di ogni Oratorio e perché ogni giorno dell’Oratorio sia davvero una festa!
Il vostro Arcivescovo+Dionigi card. Tettamanzi
ps infine mi dimenticavo state attenti a questi 5!
In Oratorio la Comunità parrocchiale si ritrova con i sentimenti e lo stile di una festa in famiglia: può essere il compleanno di uno dei figli o l’anniversario di matrimonio di mamma e papà, o un’altra occasione ancora… L’importante è esserci tutti e dare ciascuno agli altri la gioia di ritrovarsi uniti, legati dall’affetto reciproco, contenti di vivere insieme e di impegnarsi gli uni per il bene degli altri.
È il segreto di una festa che non ha più fine!
È il mio augurio per la Festa di ogni Oratorio e perché ogni giorno dell’Oratorio sia davvero una festa!
Il vostro Arcivescovo+Dionigi card. Tettamanzi
ps infine mi dimenticavo state attenti a questi 5!
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